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domenica 26 aprile 2015

DALLA NEBBIA LA VIA NEL BOSCO


NELLA NEBBIA UNA FRECCIA E LA VIA SI MOSTRA
la nebbia che tutto avvolge e tutto accoglie come il grembo, grande, della nonna.
La nebbia che tutto nasconde e attutisce scomponendo le distanze e le visioni. La nebbia che sembra ostile solo a chi non la conosce e ci lotta per affrontarla in una battaglia improba dove solo Lei vince, sempre. Energie inutili per combattere un'amica che nel suo intimo si apre, solo a noi amici della sua terra che condividiamo. Il suo amore si manifesta e piano piano in un orgasmo puro, silente, lento, profondo, si allenta, si fida, si dirada appena e ci mostra la via da seguire.
Amica cara che ci proteggi nelle fughe dai nemici e li combatti nella guerra continua fra bene e male. Amica cara che.....
 
GuFò - elogio alla nebbia -
 

DOCCIA SENZA ACQUA NEL BOSCO


Doccia senza acqua nel bosco - scultura materiali vari - GuFò

L'acqua è il nostro elemento essenziale per esistere e così è per le piante  e tutti gli esseri che popolano questo pianeta. Fare la doccia senza l'acqua pur vedendola dipinta nei numerosi tubi è la sensazione più vicina e reale che ci porta a provare quanto sia importante. Quanto noi invece utilizziamo e consumiamo e inquiniamo senza ritegno la preziosa risorsa.
Tanti tubi, ma niente acqua reale che vi scorre. La necessità di lavarsi e di lavare il nostro ricambio cellulare e al tempo stesso le paure della nostra fragile anima, non quelle della coscenza ormai pietrificata nel sistema.

martedì 14 aprile 2015

LUNA? grazie Laura



foto di Laura 2015 aprile astrale
 
Cosa potrebbe essere questa evoluzione di immagine, questa sequenza di fotogrammi ad esposizione lenta....sì è la luce della Luna in una sera limpida di primavera, come quelle che viviamo in questi giorni. Poco tempo fa, poche ore fa uno scatto ha immortalato l'evoluzione di una Luna apparentemente perenne e stanziale, ma in realtà piena di sorprese,  di evoluzioni..
Luna di luce solare  come tutto intorno ci mostra il creato semplice di fattura essenziale per consentire solo la vita ed ogni alterazione sarà impossibile!

 Così si pensava prima della grande distruzione che ha fatto sparire ogni essere storico del nostro passato. Quella distruzione che ci viene negata per impedirci la conoscenza e soprattutto l'interruzione della dipendenza: chi non conosce è sicuramente dipendente di chi conosce e guida, spiega, condiziona.
Il grande segreto che se fosse divulgato impedirebbe ai SOLITI POSSESSORI DELL'UMANITA' di alimentarsi delle risorse e di dimostrare la loro ricchezza terrena scambiata con l'eternità della loro triste esistenza. Come potrebbe essere la vita  eterna di un umano fondato sull'avidità? Che triste tristezza si consuma in questa dimensione forzatamente limitata.
Meglio non conoscere, non avere gli strumenti di comprensione, non essere critici, dubbiosi, ma ASSERVITI inconsciamente al corso del Fatuo Destino, peccato sia ideato e cretao da antichi umani ancora esistenti e determinanti.

Conoscere, discutere, disquisire, criticare, dubitare, pensare....ESSERE....

La Luna che parla e che dobbiamo ascoltare quale testimone della verità della vita e della nostra esistenza

domenica 5 aprile 2015

OVORO



L'OVORO

è un uovo molto speciale che nel lontano tempo dei tempi, quando ancora l'uomo non aveva acquisito la sua piena consapevolezza, veniva ricercato ed utilizzato come prezioso valore di riferimento per ogni scambio alimentare. Tutti i contadini che producevano ortaggi e granaglie andavano a venderle al mercato del castello dopo aver trattenuro le quote imposte dalla Signoria, circa il 60%.
Quel poco che restava veniva presentato sui banchi nella speranza di recuperare un pò di monete.
Da alcuni anni però nemmeno le monete si trovavano in circolazione e soltanto l'ingegno o la magia di un avido agricoltore permise di utilizzare uno speciale valore, appunto l'OVORO. Un uovo tutto d'oro. Come riuscì a farlo produrre alle sue galline rimase un segreto, ma non per molto, infatti in breve tempo iniziarono a circolare uova di diversa misura, da quelle di quaglia a quelle d'oca a quelle di merlo. Ognuno portava come moneta il tipo di uovo che era riuscito a produrre. Nessuno della Signoria ritenne che quel sistema commerciale potesse intaccare le risorse del regno e così i contadini indisturbati continuarono a produrre a ad usare le loro uova che per renderle poco visibili decoravano con colori e stoffe.
Riuscirono a produrre tutti l'ovoro perchè venne diffusa involontariamente la tecnica per bocca del contadino più scemonito del villaggio e a causa di questa divulgazione dovettero inventarsi le decorazioni.
Molti di loro iniziarono a tenere sotto il proprio letto gli ovodoro che producevano senza scambiarli al mercato e piano piano nessuno più produveva verdura, intento com'era ad accumulare ricchezza con facilità.

Come riuscirono a far produrre l'ovodoro è ben spiegato in un trattato giunto fino a noi grazie ad una dimenticanza di un bibliotecario che non vide il testo caduto proprio dietro uno scaffale, lì rimase fino a poco tempo fa quando venne rimodernata la biblioteca.

Il testo, di pochissime pagine spiega meticolosamente cosa fare. In sostanza la fortuna di quei contadini fu determinata dalla loro collocazione vicino ad una dismessa piccola miniera d'oro. Dalla montagna sgorgava un ruscello con acqua giallastra con cui alimentavano le galline dei loro pollai.
L'acqua conteneva tracce abbondanti di oro che costituivano poi il guscio delle uova.
Alle galline veniva forzatamente somministrata soltanto quell'acqua.

In poco tempo però tutto cessò. I contadini non producevano più gli ortaggi e non andando al mercato nessuno scambiava più le uova d'oro. Le galline alimentate solo ad acqua per produrre incesssantemente solo uova d'oro in breve tempo evitarono di riprodursi. In meno di un anno tutti gli abitanti del villaggio si trovarono ricchissimi di oro, ma debilitati ed affamati al punto di dover investire i loro averi nell'acquisto di alimenti dai villaggi vicini.

Che cos'è la "cupidigia"? Il dizionario la definisce "desiderio sfrenato, bramosia, avidità, con un senso di eccesso condannabile in sé e per le conseguenze": è il non sapersi accontentare, il volere sempre di più, senza essere mai soddisfatti; è l'accumulare senza limiti.

Quando vedo che la cupidigia celebra  la Pasqua penso proprio a coloro che utilizzano le risorse del nostro pianeta  in modo indiscriminato contro il benessere e l'equilibrio del nostro mondo e  delle persone che lo abitano

GuFò